PROGETTO “OTTIMO 2013”
per “Ottimizzare la Triplice Terapia, attraverso un
sistema Interattivo di Monitoraggio degli Outcome”,
nell'epatite virale da HCV-1

IL PROGETTO “OTTIMO 2013”

Il progetto “Ottimo 2013”, frutto della collaborazione fra l’Unità Operativa “Terapia delle epatopatie croniche virali” della Medicina Generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, il Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova e il Laboratorio di Epatologia Molecolare dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) della Fondazione Biomedica per la Ricerca Avanzata di Padova e dell’Associazione Riconosciuta QUOVADIS, si propone di sviluppare e implementare uno strumento informatico che permetta di:
  1. standardizzare ed ottimizzare l’algoritmo diagnostico-terapeutico per l’impiego di TT nel paziente HCV-1, in base alle caratteristiche basali e all’andamento della terapia
  2. facilitare ed accelerare la curva di apprendimento dei Centri attraverso la condivisione di algoritmi decisionali e della gestione di eventi clinici osservati individualmente
  3. fornire, quando necessario, supporto per diagnostica avanzata, a livello interpretativo e applicativo
  4. rendere possibile la cogestione dei pazienti anche con Centri inizialmente non autorizzati alla prescrizione della triplice, in particolare per quanto concerne la definizione di eleggibilità e la cogestione della terapia dopo la fase iniziale.
Infatti la disponibilità dei nuovi farmaci altamente innovativi per la cura dell’epatite cronica da HCV-1 dà l’opportunità di proporre un modello innovativo di gestione condivisa dell’esperienza clinica tra medici di vari Centri distribuiti nel territorio.

E’ noto che l’efficienza della crescita professionale segue la cosiddetta curva dell’apprendimento (caratterizzata da un’iniziale crescita rapida degli ”skill” nel tempo che dopo un “ginocchio” appiattisce il suo decorso, senza peraltro mai smetter di salire; descritta come crescita simil-logaritmica) e che è influenzata dalla frequenza dei “casi risolti”, soprattutto nella fase iniziale.

Diversamente da altre patologie di riscontro più frequente, ma anche per l’epatite cronica da HCV nella sua accezione più generica, dove il clinico ha la possibilità di accrescere la sua esperienza specifica incontrando e risolvendo tanti casi simili, in quest’ambito peculiare di trattamento solo centri con vasti bacini d’utenza hanno l’opportunità di varcare la soglia dell’esperienza consolidata (il “ginocchio”). Il superamento di questa soglia è fondamentale per essere efficienti (rapporto successi / risorse consumate) nella gestione di problemi complessi come questo caratterizzato da: limitata disponibilità di farmaci ad alto costo con stretto indice terapeutico che si manifesta con grossi rischi per il paziente, quindi grande complessità della selezione di soggetti idonei che presumibilmente traggano il massimo vantaggio dal trattamento con un minimo rischio di incorrere in gravi effetti collaterali.

L’alternativa al demandare ai grandi centri la gestione di un problema “raro”, complesso ma distribuito nel territorio è di creare una rete di esperienze condivise fra “pari”, dove in itinere la sua risoluzione da parte di un clinico diventi patrimonio esperenziale dei colleghi che lavorano in altre realtà anche distanti fra loro.


Il ginocchio della curva dell’apprendimento si raggiungerà in questo modo più lentamente che nel caso del grande centro ma si otterrà una crescita professionale distribuita nel territorio che faciliterà il fondamentale rapporto medico/paziente, non sradicandolo da chi lo segue magari da anni per la sua malattia cronica, e diminuendo i costi sociali complessivi del trattamento (non solo quelli del farmaco, i cosiddetti “costi diretti”, ma anche quelli sostenuti dal paziente che dovrebbe spostarsi frequentemente, perdendo ore lavorative, ecc.).

Si propone cioè di fare in modo che il clinico che segue un soggetto potenzialmente beneficiario di un trattamento di nuovo tipo per l’epatite cronica da HCV-1 possa, in particolare per i primi casi che incontra, demandare ad altri centri clinici alcune fasi del procedimento di selezione e di terapia senza perdere il dettaglio delle decisioni intraprese dai colleghi e, potendo così crescere professionalmente, facendosi carico diretto di altre fasi di quello o in seguito di altri casi completamente.
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In questo ambito, il sistema sviluppato prevede anche la possibilità della segnalazione di pazienti HCV come candidati a TT, con successiva condivisione dei criteri di eleggibilità, dei dati di trattamento e monitoraggio , con la possibilità di riaffidare clinicamente il paziente al Centro, mantenendo la condivisione dei dati di monitoraggio e di outcome.
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“Progetto sponsorizzato da Roche S.p.A.”

Key notes

  • standardizzare ed ottimizzare l’algoritmo diagnostico-terapeutico per l’impiego di TT
  • facilitare ed accelerare la curva di apprendimento dei Centri
  • fornire, quando necessario, supporto per diagnostica avanzata
  • cogestione dei pazienti